L’arte del riciclo creativo

Non è solo moda quel che si vende

Mettiamo di poter recuperare grand parte del materiale scartato dai consumi quotidiani e dall’industria, per creare e dar vita a nuovi accessori.
Mettiamo che scarti dell’industria tessile (e non solo) diventino la materia prima di un nuovo esilarante progetto di riuso e riciclo. Ne avevamo parlato a proposito del team partenopeo de Le Zirre (QUI il nostro articolo) che realizza borse in stoffa recuperando scampoli di stoffa scartati dall’industria della moda, con risultati entusiasmanti e di ampio respiro per la creatività made in Italy.

Diventano sempre più numerosi i giovani Designer italiani che operano nell’ambito del riciclo e del riuso creativo. Così abbiamo conosciuto anche gli ideatori di Bottega Gazpacho, italiani a Berlino e maestri nel riciclo di Pvc in confortevoli borse e tracolle.

Oggi vi presentiamo Messie Design, un progetto di riciclo creato da Martina Piazza  nel 2012 che oggi incrocia il cammino di VIALESACARPE. Con un background di studi semiotica e packaging, unito ad un compulsavo bisogno di conservare oggetti e materiali di scarto, Martina unisce studio e creatività, componendo oggetti multiuso (“sono gli stessi utenti a dirmi l’utilizzo che ne fanno” racconta), accessori moda e borse urban style.

borse_messie_design(pics by messiedesign.com)

Messie design prende il nome dalla sindrome di Messie, ovvero un disturbo che spinge alcuni individui a conservare cose e oggetti anche il loro uso, accumulando spesso molti materiali di scarto. Un accumulatore compulsivo che non riesce a gettare via nulla.

Curioso epilogo insomma per la giovane studentessa, ed insieme anche un grande insegnamento. Ridare vita a qualcosa che è morto, inventare un futuro laddove esiste il disagio, l’ossessione, ma anche un forte impulso di creatività. Quella spinta che trasforma i problemi in opportunità.

Così il progetto prende corpo e si sposta tra mercati e piazze italiane ed europee, con un primo e decisivo impulso di Paul Smith, conosciuto a Londra dopo aver partecipato alla Design Week.

camera(pic by messiedesign.com)

“Io non ho studiato moda ma ho semplicemente delle idee e cerco di realizzarle – racconta Martina – “recuperando materiali che andrebbero buttati in fondo cerco filosoficamente di vedere il mondo da un’altra angolazione”. Nascono così nel 2014 i tubetti, rinominati Coolcase, portaoggetti e porta matite dai mille volti e colori, intelligentemente studiati con una chiusura a zip. Dallo stile vintage e dall’handmade 100% italiano, nascono anche clutch stravaganti e cartelle tracolla con impiego di pellicole cinematografiche di scarto. Tutto il fascino vintage del cinema prima del digitale, tutta la resistenza e l’impermeabilità del materiale, unita allo studio dell’utilità, del design e del packaging. Uno scambio di materiali dovuto (anche) all’incontro decisivo con il Centro ReMida di Bologna Terre d’Acqua, un centro di riuso creativo di materiali di scarto non solo rivolto a scuole ma anche al recupero aziendale (legno, carta, metalli, plastiche, stoffe e filati). Un altro ennesimo esempio di quanto sia importante creare reti sociali.

8(pic by messiedesign.com)

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